Chi siamo

MARINA DI RAVENNA – C’era Ugo, il bassotto, dietro il bancone. C’era Annarosa, che ancora oggi non legge meno di cinque romanzi alla settimana. C’era quell’insegna che aveva l’effetto di una calamita. A volte ritornano. La Tarantola, storica libreria del centro di Ravenna, è rinata a Marina di Ravenna.
I tempi cambiano ma i protagonisti sono sempre gli stessi. Annarosa Persiani e dietro le quinte il marito Paolo Caccia, “uno gnomo”, come si definisce lui. Dopo aver gestito la libreria di via Matteotti per 32 anni, fino al 2003, quella libreria appartenuta al nonno di Giuseppe Tarantola, ambulante originario di Pontremoli, Annarosa ha preso una pausa di riflessione, buttandosi con la passione di sempre nel volontariato a Casa Vignuzzi.
Poi, per la coppia, arrivano due occasioni: la gestione della tenda del libro di Marina Romea e poi della libreria solo estiva di Marina. Ma l’idea dei gestori è più ampia: tenere aperto tutto l’anno e, da settembre a giugno, trasformarsi in un punto di riferimento, in un luogo di aggregazione per molte altre attività: “Quando lavori in una piazza non frequentata, puoi creare ciò che vuoi – racconta Caccia – e la nostra idea è di dar vita ad un’associazione culturale di mamme di Marina per proporre eventi per i bambini: letture animate, incontri con gli autori, feste, scherzi“. Credere nel lido più contestato del litorale ravennate è la base di tutto: “Marina è stupenda, unica. Si parla sempre di Marinara, o dello sballo. Ma la gente che vive qui chiede altre cose, a partire dai più piccoli“.
La scommessa è sicuramente alta ma nemmeno troppo azzardata, forse: “Noi librai siamo matti – scherza Caccia – e malati di favole, racconti. Ciò non toglie che da Casal Borsetti a Lido Adriano la nostra sia l’unica libreria e che durante l’inverno nei diversi lidi vivano migliaia di persone. Arrivare alla Tarantola sarà come attraversare un giardino. Non sarà certo come passare davanti alla vetrina di una libreria commerciale, così, per caso“. E le idee in cantiere sono altre, ancora, a partire da una sala da tè da aprire in futuro di fianco al negozio, fino ad una “non casa editrice” per dare modo agli abitanti di Marina che scrivono di stampare le loro opere: “Abbiamo già fatto un primo esperimento e c’è stato il tutto esaurito. Proporremmo anche alla scuola materna di pubblicare i raccontini dei bambini“.
E in futuro, chissà, la libreria potrebbe ritornare anche cartolibreria.

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